Attorno alle sue imponenti mura, il Castello di Spadafora è tornato a vivere in una giornata che resterà memorabile e che segna l’avvio di un percorso ambizioso: la creazione di un museo permanente, dinamico e interattivo, dedicato al mare, arricchito da scienza, innovazione, illusionismo e spiritualità.
Un iniziativa che ha avuto la capacità di unire istituzioni, cittadini e protagonisti del mondo culturale e scientifico. L’evento, nato per segnare la conclusione della mostra nata all’interno della festa del mare III edizione promossa dalla Pro Loco di Spadafora APS, ha in realtà aperto una nuova fase: l’avvio del percorso verso la creazione di un museo permanente, dinamico e interattivo, dedicato al mare, arricchito da innovazioni scientifiche e illusionistiche, destinato a diventare una vera novità nel panorama museale italiano.
L’iniziativa, oltre al suo grande rilievo culturale e istituzionale, si è svolta nel quadro del “Tempo del Creato 2025”, ed è stata inserita nel calendario promosso dall’Ufficio Diocesano per i Problemi Sociali e per il Lavoro. Un riconoscimento importante, che ha conferito all’evento una cornice di profondo valore spirituale e civile.
Il sostegno delle istituzioni
Ad aprire i lavori è stata la senatrice Barbara Floridia, che ha testimoniato la sua vicinanza come rappresentante delle istituzioni ma soprattutto come “figlia” di questo luogo, dichiarando di sposare in pieno la proposta e impegnandosi a sostenerla. Ha sottolineato, in particolare, la necessità di introdurre aspetti umani e valoriali per limitare i danni già visibili derivanti da un uso non governato dei social e dall’impatto crescente dell’intelligenza artificiale.
La giornata si è aperta anche con un momento spirituale, grazie alla preghiera di Rosanna Mortelliti del Circolo Laudato Sì Messina Calvaruso, che ha portato i saluti di Monsignor Alessandro Lo Nardo, collegando l’iniziativa al messaggio di Papa Francesco sulla tutela del creato.
Relatori e contributi qualificati
Di grande rilievo gli interventi degli illustri relatori:
- la professoressa Maria Rosaria Plutino (CNR) ha garantito una presenza attiva e un contributo scientifico sui temi del progetto;
- il presidente dell’Ordine degli Architetti Giovanni Lazzari ha ribadito l’importanza di aprire gli interessi locali a una prospettiva più ampia;
- l’architetto Anna Carulli, presidente INBAR, ha assicurato la disponibilità dell’Istituto Nazionale di Architettura a collaborare;
- Particolarmente significativo è stato l’intervento dell’architetto Marisa Mercurio, direttrice del Polo Museale di Messina. Ha ricordato come, già con il suo predecessore, l’architetto Orazio Micali, oggi Soprintendente ai Beni Culturali di Messina, si sia lavorato intensamente per giungere al trasferimento della gestione del Castello al Comune di Spadafora.
“Questa iniziativa – ha affermato – mi porta grande soddisfazione, perché il Comune di Spadafora ha dimostrato grande maturità e serietà nel modo e nella forma con cui ha riaperto il Castello, concedendo alla Pro Loco l’opportunità di organizzare un evento di tale rilevanza. Un evento che oggi consente di avviare una riflessione concreta sulla destinazione definitiva da attribuire a questo prezioso bene”.
La direttrice ha quindi concluso dichiarando il suo impegno personale a sostenere, condividere e accompagnare l’obiettivo di dar vita a un museo permanente, auspicando che il progetto possa realizzarsi nel più breve tempo possibile.
Arte, laboratori ed esperienze
La giornata è stata arricchita da testimonianze e input culturali:
- Fiorenza La Fauci che all’interno della Festa del mare ha condotto laboratori esperienziali che hanno permesso a ragazzi e adulti di vivere l’arte come introspezione e riflessione;
- Maria Clara Mollica, direttrice del Salotto Letterario, ha ripercorso le tappe della Festa del Mare, che ha dato nuovo slancio al Castello;
- Rosanna Mortelliti, oltre al contributo spirituale, ha esposto preziose sete a tema marino al piano superiore;
- l’artista e stilista Carla Foca, di origini spadaforesi e affermata a livello nazionale, ha partecipato in videocollegamento, trasmettendo entusiasmo e senso di appartenenza.
La voce della Pro Loco
Un passaggio centrale è stato l’intervento di Benedetto La Macchia, presidente della Pro Loco, che ha ricordato come l’associazione stia accompagnando con determinazione l’attività dell’Amministrazione comunale pro tempore con l’unico intento di valorizzare il paese.
«Le Pro Loco – ha dichiarato – nascono per essere strumenti di crescita. Il Castello deve diventare un grande attrattore culturale e turistico, capace di creare una discontinuità positiva nello sviluppo non solo di Spadafora ma di tutto il territorio. La visione e l’arte di Giuseppe La Spada ci collegano al mondo e rendono concreti obiettivi che sembravano solo teorici».
La Macchia, nella qualità di esperto di sviluppo locale, ha dichiarato inoltre con convinzione che un percorso del genere porterà Spadafora e l’intero comprensorio a vivere un vero rinascimento, aprendo una nuova stagione turistica e culturale. . In particolare, ha evidenziato come il museo che nascerà nel Castello potrà diventare un grande attrattore non solo per la popolazione studentesca della Sicilia – che oggi non dispone di un’offerta simile – ma anche per quella della Calabria, dove la mancanza di centri didattico-esperienziali è particolarmente sentita dagli istituti scolastici.
Secondo La Macchia, già dal primo anno si potranno registrare a Spadafora tantissimi pullman pieni di studenti, con un flusso destinato a moltiplicarsi di anno in anno. “Non è teoria – ha affermato – in un autobus ci sono tra 50 e 60 posti, già dieci bus sono 600 persone, e quante scuole ci sono in Sicilia? Questi sono numeri concreti che cambieranno radicalmente la struttura economica e turistica di Spadafora, generando immediatamente un indotto di successo, capace di
sostenersi con gli introiti legati alle presenze turistiche, seppur inizialmente scolastiche come target obiettivo”.
I sindaci del territorio
I sindaci Giuseppe Cavallaro (Villafranca Tirrena) e Nino Cirino (Rometta) hanno ribadito l’importanza di fare rete e di mantenere vivo anche l’aspetto spirituale nelle iniziative culturali. Hanno espresso sostegno e apprezzamento allo sforzo del Comune di Spadafora, segnalando una maturità istituzionale capace di superare i confini comunali a vantaggio del territorio intero.
I numeri e le prospettive
L’artista Giuseppe La Spada ha presentato dati che confermano la necessità di restituire al Castello di Spadafora la dignità e l’attrattività che merita:
- oltre 5.000 visitatori in un mese e mezzo;
- 1.651 firme raccolte di apprezzamento.
Risultati ottenuti senza grandi campagne di comunicazione, ma con strumenti semplici e il valore insostituibile del passaparola. Numeri che dimostrano come il Castello e il futuro museo possano diventare un grande attrattore turistico capace di generare flussi significativi, rafforzando l’identità culturale e l’economia del territorio.
Emozioni e futuro
La visita guidata del maestro Giuseppe La Spada ha reso ancora più intensa la serata, trasmettendo emozioni e riflessioni che i partecipanti hanno definito uniche. Una conferma che il progetto del museo non è solo un obiettivo culturale, ma anche un’esperienza di benessere, bellezza e crescita collettiva.
Con queste certezze, il futuro del Castello di Spadafora si apre a nuove prospettive, con la consapevolezza che solo unendo le forze sarà possibile trasformarlo in un polo culturale e scientifico di eccellenza.
Il Sindaco Lillo Pistone ha già fissato un appuntamento per la prossima primavera, quando si terrà il consultivo della prima fase del progetto. In quell’occasione saranno tutti nuovamente chiamati in causa, anche Giuseppe La Spada, invitato ad assumere un ruolo propositivo e propulsore per contribuire a disegnare e costruire le condizioni e i contenuti di questa nuova creatura culturale che troverà casa nel Castello di Spadafora.
Molti interventi hanno sottolineato l’indispensabilità dell’elemento spirituale, dell’anima, come parte integrante del futuro museo. Non a caso i lavori si sono aperti con una preghiera letta da Rosanna Mortelliti, rappresentante del Circolo Laudato Sì Messina Calvaruso, che ha portato i saluti di Monsignor Alessandro Lo Nardo. Quest’ultimo, per impegni personali e un viaggio fuori dalla Sicilia, ha dovuto lasciare i lavori anticipatamente, delegando la Mortelliti a rappresentare i temi legati all’enciclica di Papa Francesco Laudato Sì, incentrata sul rispetto e la tutela del creato.
Il coraggio del Sindaco Lillo Pistone
Un capitolo a parte merita l’intervento del Sindaco Lillo Pistone, la cui presenza e determinazione hanno dato un’impronta decisiva all’intera giornata. Più di chiunque altro, il Primo Cittadino ha voluto e continua a voler perseguire con tenacia questo progetto, facendosene carico con coraggio, impegno e responsabilità. La sua convinzione è incrollabile: egli è certo che questo percorso cambierà davvero le sorti di Spadafora.
Non è solo un impegno politico, scritto con chiarezza nel suo programma elettorale: è una missione che nasce dal cuore, dal suo essere spadaforese autentico, cittadino che ama profondamente il proprio paese e che non intende tirarsi indietro davanti a una sfida così importante. Dopo un primo anno di mandato dedicato con costanza a rendere il paese pulito, ordinato e accogliente, Pistone ha voluto sottolineare che ora è arrivato il tempo di alzare il livello, di compiere quel salto di qualità che può segnare un prima e un dopo nella storia di Spadafora.
Il Sindaco ha rimarcato come, grazie a collaborazioni così qualificate e al sostegno delle istituzioni, questo sogno potrà diventare realtà, diventando patrimonio di tutti. La sua forza non sta solo nell’aver lanciato l’iniziativa, ma nella capacità di valorizzare e accogliere le migliori energie del territorio, coinvolgendo cittadini, esperti e istituzioni in un progetto condiviso. È questa la sua cifra distintiva: trasformare la visione personale in una missione collettiva, costruita attorno al consenso e alla partecipazione.
Il messaggio che ne è scaturito è chiaro: la comunità riconosce nel sindaco Pistone non soltanto il promotore, ma anche il catalizzatore di una stagione nuova, capace di unire entusiasmo popolare e contributo tecnico-scientifico, aprendo Spadafora a una dimensione turistica e culturale di livello superiore.
Ha sottolineato come l’accordo strategico tra l’Amministrazione comunale e il Polo Museale rafforzi la potenzialità del progetto, rendendo meno difficile il cammino verso la sua realizzazione. Pistone ha definito questo impegno una vera e propria missione per sé e per la sua squadra, ribadendo che il sogno del museo deve diventare un fatto concreto per tutti gli spadaforesi.
Una magia condivisa
L’allestimento interno e il buffet hanno reso la serata elegante e in armonia con il luogo. Ma ciò che più ha colpito è stata l’atmosfera empatica vissuta dai partecipanti: molti hanno raccontato di avere percepito “la carezza del Castello verso i suoi ospiti”, uno scambio reciproco che ha reso palpabile la magia della giornata.
Questa magia nasce dalla passione, dal volontariato autentico e dall’impegno corale di istituzioni, cittadini e associazioni, tutti uniti dal desiderio di restituire al Castello di Spadafora il posto che merita: al centro della vita, della memoria e del futuro della comunità.