Riceviamo e pubblichiamo
C’è un posto in Sicilia che si chiama Oliveri. Ha meno di duemila abitanti, si
affaccia sul mare, guarda le Eolie e abbraccia il Tindari. Ma Oliveri non è solo
un punto sulla mappa. È un luogo che parla, che scrive, che cammina nel
presente con la grazia di chi sa di avere una storia e il coraggio di chi sogna il
futuro.
A guidarlo c’è Francesco Iarrera, un sindaco giovane, colto, appassionato. Un
uomo che scrive bene e amministra meglio. Non è solo il volto istituzionale
del Comune: è la sua voce, il suo motore, il suo cuore pulsante. Riconfermato
nel 2024 con un largo consenso popolare, Iarrera è oggi uno dei volti più
luminosi di quella Sicilia che non si lamenta ma si reinventa. Che non fugge,
ma resta e costruisce.
Nel 2020, durante la pandemia, ha scritto un libro. Un diario lucido e umano
che ha ricevuto una menzione speciale e che oggi è parte della memoria
collettiva di una comunità che non si è mai arresa. Ma il sindaco Iarrera non
si è fermato lì. Ha vinto premi istituzionali, promosso gemellaggi
internazionali, trasformato il paese in un laboratorio di cultura civica e
sviluppo sostenibile. Ha portato Oliveri a essere riconosciuto come un museo
a cielo aperto, tra arte urbana, tutela ambientale e valorizzazione del
patrimonio.
Ma il vero miracolo è la fiducia. Quella che i cittadini hanno in lui, e quella che
Iarrera restituisce ogni giorno, con una politica fatta di ascolto, presenza e
visione. Ogni suo post su Facebook è una finestra sul mondo: parla del
paese, ma tocca l’attualità globale. Dai conflitti internazionali al valore della
scuola, dai problemi energetici alla memoria delle radici. Sempre con parole
pesate, mai banali. Sempre con rispetto.
E così succede una cosa rara: Oliveri oggi è desiderata. La vogliono visitare i
turisti e la cercano i giornalisti. E Iarrera lo vogliono conoscere in tanti.
Perché rappresenta un modello. Perché è la prova vivente che si può essere
sindaci di un piccolo comune e diventare un grande esempio.
In un tempo in cui la politica è spesso distante, qui c’è un sindaco che firma
lettere a mano, che spiega le delibere ai cittadini, che parla con la stessa
passione alle tv locali e ai giovani del paese. E c’è un paese che risponde:
con fiducia, con orgoglio, con amore.
Oliveri non è solo un comune. È una storia. È la dimostrazione che nei luoghi
piccoli possono nascere idee grandi. E che esistono amministratori capaci
non solo di gestire, ma di ispirare.
Questa è una storia di Sicilia, sì. Ma soprattutto è una storia d’Italia. Una di
quelle che dovremmo raccontare di più.



